Volete produrre un vino di successo? Sognate che la cantina magicamente venga prosciugata ogni anno? Desiderate un vino da cento su cento? Don’t worry è stato finalmente trovato l’elisir di lunga vita. Uva, super enologo, sudore in vigna. Errato! Niente di tutto questo, il segreto è nel nome. Si avete capito bene, anche se forse sarebbe meglio dire nel name.
Il vino ha un gusto migliore se il nome dell’azienda è uno sciogli lingua. PeterWacht...PeterWachtlerTas...PeterWachtlerTaschler...Peter, basta! Questo è il risultato di uno studio della Brock University condotto dall’emerita professoressa Antonia Mantonakis (ho detto tutto!).
“Che palle un’altra stramba ricerca”…Silenzio Paglia! Morosi non fare lo spiritoso. Attenti, vi metto a pane ma soprattutto ad acqua per un mese.
I risultati indicano che i partecipanti dell’esperimento erano più propensi a comprare vini dal nome impossibile – aggiunge Mantinakis – Wines associated with more difficult-to-pronounce names are associated with higher ratings. Tradotto in soldoni (!): maggiori vendite e conquista del mondo fantastico delle guide.
La dottoressa ci tiene però a precisare che l’esperimento dovrà essere ripetuto in un ambiente più naturale e, aggiungo io, la prossima volta ci sarà l’obbligo di sputare il vino. La non sobrietà non aiuta la ricerca. Inoltre i risultati saranno divulgati soltanto dopo che ogni partecipante alla fine dell’esperimento riuscirà a dire: Date un po' di pane al cane pazzo. Date un po' di pane al pazzo cane.
(Ogni riferimento a fatti e persone è puramente casuale).
Fonte: Decanter