Enrico Nera

Sono Enrico Nera, nasco in un piccolo paesino nella provincia sud di Roma il 6 settembre del 1980. Viti e botti entrano subito nella mia quotidianità. Come semplice bambino spettatore, guardo il lavoro di mio padre durante il susseguirsi della stagioni, dalla potatura invernale alla vendemmia autunnale. Ma la viticoltura necessita di forze, così inizio anch’io a dare il mio piccolo contributo. Ricordo ancora le risate di mio padre e mio fratello mentre mi guardano andare su e giù tra i filari ancora troppo alti per me. Ricordo ancora quando con mio nonno Tito, munito di bastone come unità di misura, ponevo nel terreno alla giusta distanza le barbatelle che mio padre avrebbe in seguito piantato per dar vita al nuovo vigneto. Le fatiche, le delusioni, ma anche le soddisfazioni di oltre 20 anni di lavoro della terra sono un alternarsi di emozioni che creano un susseguirsi di amore e odio. Come tutte le cose realmente belle, la grande passione per il vino e  per la viticoltura in generale diventa consapevole in me soltanto quando la distanza mi ha permesso di rielaborare i ricordi. Arriva il corso da sommelier, nasce ParliamoDiVino.com, finalmente posso liberare le mie emozioni nascoste per troppi anni. 

Giovedì, 24 Marzo 2016 03:41
  Sottovalutare l’importanza che il web ha oggi per le cantine significa privarsi dell’arma più efficace per essere competitivi nel proprio mercato di riferimento.
Sabato, 06 Febbraio 2016 21:31
"Difficilmente rivedrete Barolo Burlotto con la dicitura "riserva". Per noi è una semplice parola vuota, che non assicura a chi il vino lo fa e, soprattutto, a chi il vino lo compra che in quella bottiglia troverà un liquido più «elevato»."
Lunedì, 14 Settembre 2015 04:03
La Ribolla di Fiegl non esce con tonalità struggenti, non trascorre epoche a contatto con le bucce, non giace sepolta in anfore ad aspettare il suo nuovo domani, nulla. La Ribolla di Fiegl fa soltanto qualche mese in acciaio prima del mercato, dove si presenta con un giallo vivo, un naso fragrante di frutta ed una mineralità vivace. Insomma non nasce per impressionare ma soltanto per essere bevuta con estrema soddisfazione delle fauci.
Simone Morosi

Più di un decennio con in mano un calice di vino e mai un momento noioso. Per me il vino è oltre il lavoro che faccio: amici da scoprire, terre da visitare, contadini da cui imparare. Tutto ciò non mi affatica mai.
Non amo punteggi o classifiche, quello che faccio bevendo un vino è chiudere gli occhi e riporlo dentro la bottiglia. Un percorso inverso che mi porti dentro la cantina, mentre il proprietario ne spilla dalla botte e ne porge qualche calice. Uscendo all'aria aperta cammino tra le vigne e cerco di imprimere nei miei ricordi una storia intera.

Giovedì, 02 Maggio 2013 14:27
Un post di Caparsa è ricco di premesse, anzi se qualcuno mi concedesse una "licenza poetica" di natura superiore lo scriverei soltanto per premesse.
Mercoledì, 19 Dicembre 2012 10:20
Ferie, lavoro e vita quotidiana, l'aperitivo è un momento sacro. Il distacco dalla giornata, il relax di un buon bicchiere. Mi piacciono i cocktail ben fatti, ma se parliamo di vino tendo a definire l'ora tanto bramata che precede i pasti attraverso qualche piccola caratteristica del wine bar o enoteca di turno:
Mercoledì, 24 Ottobre 2012 08:54
La Gastrosfera è un mondo ampio, anche se non quanto crediamo, all'interno del quale si muovono i winelovers, esseri reietti tenuti in disparte, ai quali mai dare la soddisfazione di sapere ciò che li attende all'interno di un ristorante.