Mercoledì, 18 Marzo 2015 14:13

Giacomo Penzo. Quando la pipa è giovane

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Carissimi, dopo un po' di silenzio torniamo a chiacchierare un po' di pipa, questo strumento da fumo per molti "arcano", stantio o addirittura obsoleto, per altri rifugio e oasi di pace attualissimo nella sua tradizionalità.  Chiediamo lumi ad un giovane "pipemaker" (mastro pipaio in idioma locale) che in piena epoca di tablet, smartphone e tecnologie varie si dedica alla realizzazione di pipe (con ottimi risultati).

- Chi è Giacomo Penzo?

Sono Dottore in Disegno Industriale, classe 1991. Vivo a Bolzano Vicentino, in provincia di Vicenza, sono un giovane appassionato della pipa, anzi direi quasi ossessionato. Sono tatmente affascinato da questo oggetto che credo non riuscirei più a farne a meno, non tanto per fumarla (non sono un accanito fumatore, anzi) ma per maneggiarla, guardarla, ammirarla, studiarla e realizzarla. Sono una persona molto curiosa: amo le cose belle e genuine che la vita ci sa offrire, quelle cose autentiche che conservano una tradizione ed un carattere nobile come la pipa.

- Perché la pipa?

Mi sono avvicinato alla pipa per puro colpo di fulmine, circa sei anni fa, quando con degli amici cominciai ad avvicinarmi al mondo del fumo lento. Fumai qualche sigaro toscano e scoprii che il sapore del tabacco mi piaceva, mi informai quindi sui metodi di degustazione del tabacco e quindi anche sulla pipa e qui scoppiò il colpo di fulmine. La pipa, il suo utilizzo la sua ritualità mi coinvolsero talmente tanto che, durante gli studi universitari, dedicai a questo interesse gran parte del mio tempo libero. In poco tempo riuscii ad acquisire molta esperienza. Inoltre, sono da sempre portato per i lavori manuali, e così cominciai a sbozzare qualche pipa nel garage di casa dove avevo a disposizione una vera e propria officina del fai da te, messa in piedi da mio padre e dal nonno materno. La realizzazione della pipa mi rapì totalmente e mi dedicai ad essa con molto interesse e curiosità. La tanta pratica, gli studi che conseguivo, il web con FLP Community, la frequentazione di eventi, i laboratori artigiani, gli amici del Pipa Club Vicenza e la mia determinazione mi permisero in qualche anno di raggiungere ottimi risultati, sia a livello tecnico che pratico ed estetico. Le mie pipe destarono presto l’interesse di fumatori di tutta Italia, cominciarono i primi lavori su commissione, le riparazioni e così i primi successi. Conclusi gli studi, feci qualche tirocinio in aziende che operano nel Design del Prodotto ma viste le scarse e precarie opportunità di lavoro che questo settore mi offriva, nel mese di Febbraio 2015 decisi di aprire l’attività e cominciare a realizzare pipe per mestiere, un sogno che diventava realtà. Oggi dunque progetto e realizzo pipe artigianali, eseguo riparazioni, restauri e lavori su commissione. Utilizzo radica toscana e calabrese, corbezzolo e ulivo.

- Shapes classici o freehand?

Il mio percorso di studi legato al design del prodotto mi ha portato a concepire un concetto molto pratico dell'oggetto pipa. La pipa è innanzitutto uno strumento e come tale deve poter svolgere la sua funzione in modo efficiente sia a livello funzionale che estetico, la pipa deve FUMARE! Deve essere progettata e realizzata rispettando criteri piuttosto rigidi, sia per quanto riguarda i materiali (radica, corbezzolo, ulivo correttamente stagionati, metacrilato, ebanite e cumberland di ottima qualità e facile lavorabilità) che per gli aspetti tecnici (dimensioni dei fori, forma dei fori, spessori, forma, peso). Per questo sono più portato alla realizzazione degli shapes classici, passo molto tempo ad osservare e confrontare i modelli delle varie scuole perché penso che, nonostante sia già stato fatto tanto, si possa fare ancora molto. L'innovazione a livello di materiali, tecniche costruttive e di finitura è in continua evoluzione e questo non può che spronarci a fare di meglio: la storia della pipa può insegnare moltissimo. I cataloghi delle aziende storiche nascondono delle forme attualissime ed originali che si possono studiare e riproporre, a volte basta semplicemente cambiare un dettaglio o un concetto per creare un nuovo prodotto. Al momento riesco a stagionare placche e abbozzi per circa un anno e mezzo ma spero con il tempo di arrivare a stagionare fino a tre o quattro anni. La stagionatura non deve essere né troppo breve né troppo prolungata: è necessario che la radica mantenga una certa percentuale di umidità per restituire in fumata le gustose sfumature aromatiche che tanto amiamo. Mantengo i pezzi disposti su delle rastrelliere a rete in modo che possano respirare su tutti i lati e l’aria circoli al meglio, li lascio in un ambiente asciutto e a temperatura costante per garantire un’asciugatura ottimale. Realizzo sia pipe parzialmente lavorate al tornio sia pipe free hand. Realizzo i bocchini a mano partendo dalla barra piena e lavorandolo fino ad ottenere il bocchino finito, al momento utilizzo metacrilato, ebanite e cumberland di ottima qualità ma sono aperto a qualsiasi novità. Sto anche lavorando ad un trattamento oil cured che però utilizzerò solo per determinate pipe, ci sto lavorando da più di un anno; è un progetto molto difficile ma anche estremamente interessante perché le conoscenze sui metodi e gli olii sono poche e difficili da recuperare. Spero di arrivare presto ad una conclusione soddisfacente.

- La tua pipa che più ti rappresenta?

La pipa che più mi rappresenta credo possa essere la Billiard Square Panel Canted Chimney (la pipa nella foto), uno shape nato da un lavoro su commissione che poi è diventato il mio cavallo di battaglia, una forma classica semplicemente riproposta con qualche nota personale. Questa pipa racchiude i concetti che mi stanno più a cuore ovvero uno stile classico, preciso e rigoroso, ma allo stesso tempo nuovo ed originale che affascina ma non stanca. La sua meccanica garantisce una fumata facile e piacevole, ora è stata ridimensionata rispetto al modello originale e risulta comoda per ogni occasione.

- Marchi e/o altri pipemakers dai quali senti di aver appreso molto?

Ammiro molti artigiani o aziende italiane e straniere. Osservando i loro lavori ho imparato moltissimo. I principali sono Duca Pipe, Don Carlos, Le Nuvole, Becker, Gigliucci, Posella, Cavicchi, Castello, Foundation, Mauro Gilli, Savinelli, Stefano Santambrogio, Dunhill, Ashton, kriswill, J. Alan, Trever Talbert, Former, Leo Borgart, Tom Eltang, Chris Askwith, Chris Asteriou e molti altri. Si possono imparare molte cose da qualsiasi pipemaker, chiacchierando con loro, visitando i loro laboratori, osservando le loro pipe e il bello sta nel cogliere quei dettagli che possono tornare utili a noi per tutto ciò che abbiamo voglia di realizzare.

...ah, dimenticavo una cosa importante: il tabacco?

Prediligo le miscele inglesi in genere di Samuel Gawith e G. L. Pease Commonwealth, Balkan Flake, Squadron Leader, Caravan, Lagonda, Westmister. Adoro anche i Virginia MC Clelland, in particolare il 22 e il 27. D'estate preferisco i trinciati naturali come Trinciato Italia, Trinciato forte, Caporal, Saint Cloude, Land Tabak ma ogni tanto fumo anche qualche aromatico, di quelli buoni, come Ennerale, Grousemoor Plug. Sono anche un appassionato fumatore del Sigaro Toscano, in genere fumo Toscano Antico e ultimamente anche l' Originale. Come si può notare riesco ad apprezzare varie tipologie di tabacco ma sono molto selettivo e, fumando poco, cerco di concedermi il meglio. 

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Giuliano Milana

Mi chiamo Giuliano Milana, classe 1979, sono un naturalista (agli occhi di molti una specie di Bear Grylls "de noantri"). La natura oltre ad essere il mio lavoro, da sempre rappresenta la mia passione e il mio rifugio. Credo fermamente nelle tradizioni artigiane e pur trovandomi a vivere in un mondo moderno dicono sia nato "vecchio": velluto, cappello, buon vino e sempre l'immancabile pipa o un ottimo Toscano! Nonostante questo trovo ancora chi mi sopporta.

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