Giovedì, 24 Marzo 2016 03:41

Più che un post, uno sfogo: i siti internet sono importanti!

Scritto da 

NanniMoretti

 

Sottovalutare l’importanza che il web ha oggi per le cantine significa privarsi dell’arma più efficace per essere competitivi nel proprio mercato di riferimento.

Così chiudevo l'articolo "Il web, il vino e la navigazione. Le cantine restano in balia delle onde", pubblicato il 7 Marzo 2010, dove si sottolineava la disattenzione delle aziende vinicole italiane per tutto quello che concerne il mondo di internet.

Oggi, partendo da un'analisi meno statistica ma molto più empiricamente incazzata, posso tranquillamente affermare che la situazione è clamorosamente congelata alla noncuranza di 6 anni fa.

Con l'unica differenza che oggi tutto ciò fa ancora più rabbia, dato che il lavoro quotidiano mi porta a cercare nel web più informazioni di prima. E puntualmente mi trovo ad imprecare contro siti vecchi, pochi aggiornati, di scarsa fruibilità, spesso con traduzione in inglese assente o molto raffazzonata, e templates che non si adattano a tablet e telefonini. E tanto altro. Come orribili schede tecniche, strumento tanto utile quanto poco considerato. Quando ci sono sarebbe meglio che non ci fossero per quanto sono zeppe di imprecisioni: uvaggi sbagliati, affinamenti inesatti, ripetizioni di frasi identiche per vini diversi, caratteristiche organolettiche banali e che affatto rispecchiano il vino nel bicchiere. La mia frustrazione viene costantemente alimentata dalle lamentele da parte di venditori, buyer e operatori del settore per la poco rintracciabilità di notizie ed informazioni su quella cantina, su quel vino. Spesso mi trovo io stesso a preparare la scheda di un determinato vino per compensare il vuoto cibernetico. (Dando in questo modo ragione a chi afferma che l'unica scheda di un vino è stata creata trent'anni fa, tutto le altre sono semplici derivati di una costante opera di copia, incolla, taglia).

Molti alzeranno le spalle con menefreghismo leggendo queste righe, ma un sito mal curato spesso conduce al seguente ragionamento da parte di chi ogni giorno lavora per inserire quel vino in quel ristorante, in quel negozio: "se il produttore ha poco interesse nel presentare il suo vino, perché dovrei averlo io?". Il vino rischia così di restare fuori dalla borsa del venditore per molti mesi, con la conseguenza di vendite scarse, se non assenti.

Basta poco. Esiste il sito perfetto? Boh! Esistono delle caratteristiche che possono avvicinarlo quanto più possibile ad esser tale? Sì! Il sito deve prima di tutto garantire fruibilità, facile comprensione degli spazi (pagine e sezioni) e degli oggetti (testi, foto, pdf) e piacevolezza nell'utilizzo. Quindi, no a musichette di sottofondo, retaggio della preistoria del web, perché rallentano il caricamento della pagina e creano fastidio; no a tour virtuali di cantina e vigna - bastano delle foto; sì al racconto dell'azienda e dei vini con testi semplici, con font adeguato ad una lettura rilassata e piacevole; sì alla possibilità di leggere tutto in inglese, ma deve esser tale!; sì ad un link, magari a Google Map, per localizzare l'azienda ed i suoi vigneti; e sì, all'opportunità di scaricare schede tecniche ben fatte (sottolineato), naturalmente anche in altre lingue.

Sottovalutare l’importanza che il web ha oggi per le cantine significa privarsi dell’arma più efficace per essere competitivi nel proprio mercato di riferimento. Magari è l'ultima volta?!

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Enrico Nera

Sono Enrico Nera, nasco in un piccolo paesino nella provincia sud di Roma il 6 settembre del 1980. Viti e botti entrano subito nella mia quotidianità. Come semplice bambino spettatore, guardo il lavoro di mio padre durante il susseguirsi della stagioni, dalla potatura invernale alla vendemmia autunnale. Ma la viticoltura necessita di forze, così inizio anch’io a dare il mio piccolo contributo. Ricordo ancora le risate di mio padre e mio fratello mentre mi guardano andare su e giù tra i filari ancora troppo alti per me. Ricordo ancora quando con mio nonno Tito, munito di bastone come unità di misura, ponevo nel terreno alla giusta distanza le barbatelle che mio padre avrebbe in seguito piantato per dar vita al nuovo vigneto. Le fatiche, le delusioni, ma anche le soddisfazioni di oltre 20 anni di lavoro della terra sono un alternarsi di emozioni che creano un susseguirsi di amore e odio. Come tutte le cose realmente belle, la grande passione per il vino e  per la viticoltura in generale diventa consapevole in me soltanto quando la distanza mi ha permesso di rielaborare i ricordi. Arriva il corso da sommelier, nasce ParliamoDiVino.com, finalmente posso liberare le mie emozioni nascoste per troppi anni. 

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