Venerdì, 19 Dicembre 2014 15:43

Il vino ai tempi di Google In evidenza

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Archiviato il 2014 è tempo di bilanci: gennaio, dopo le grande abbuffate natalizie, è il periodo dell'anno più adatto per capire come è andata e come potrebbe e dovrebbe andare; si guarda il passato con occhio critico, si progetta, o si tenta di farlo, il futuro. Gioie, delusioni e speranze spesso si intrecciano - qualche volta corrono parallele, altre volte si allontanano.

"Un anno di ricerca" by Google ci mostra, ormai da anni, quali sono state le nostre ricerche nell'anno ormai passato. Si tasta il polso al mondo attraverso dei semplici click.

Queste sono le parole più googolate nel mondo nel 2014.

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In Italia ci confermiamo popolo calciofilo, ma risalta il quinto posto delle "istanze on line".

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E nel fantastico mondo dell'alcol? Cosa ci può dire Google?

Ad esempio che la birra ormai, almeno nell'attenzione che gli utilizzatori del motore di ricerca più famoso del mondo evidenziano con il loro navigare, è prossima a chiudere il gap con il vino.

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In Italia questa tendenza sembra ancora più evidente. Nonostante una legislazione sfavorevole (record mondiale con il 40% di tassazione da parte dello Stato) il mondo della birra, soprattutto artigianale, continua a crescere (nel giro di pochi anni siamo arrivati a circa 550 microbirrifici). Produttori e appassionati si rincorrono e, soprattutto, si cercano.

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Le ricerche 2014 confermano, banalmente se vogliamo, che gli internauti nel globo cercano i vitigni "giramondo", sia tra i bianchi che tra i rossi. Sauvignon Blanc e Chardonnay sono i più googolati del 2014, con una leggera predominanza del primo sul secondo.

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Andamento confermato anche in un mercato indicativo come quello degli Stati Uniti.

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In Italia la situazione ovviamente cambia. Emergono dall'anonimato i vitigni autoctoni italiani: con l'aumentare della qualità in questi ultimi anni aumenta la voglia di saperne di più sul Fiano, che sembra l'unico, insieme al Verdicchio, in grado di contrastare lo strapotere delle parole Chardonnay e Sauvignon.

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Il dato significativo è proprio quello che comunque anche nel nostro Paese, se pur di poco, i vitigni che suscitano più curiosità sono i "soliti noti" dal respiro internazionale.

Come si comportano i vini italiani rispetto ad un piacione internazionale come il Cabernet?

Worldwide soltanto il Chianti riesce a stargli in scia, ma il gap aumenta nel mercato a stelle e strisce.

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In Italia la situazione risulta completamente capovolta: il Cabernet viene spinto in fondo alla classifica dai 4 moschettieri. Il Chianti, se pur con un andamento negativo negli ultimi dieci anni risulta essere anche nel 2104 il più ricercato, seguito dal Barolo. Dato curioso: nonostante i continui scandali, il Brunello sembra non spingere molto alla ricerca (ultimo tra i i vitigni italiani, di poco sopra il Cabernet).

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L'ultima curiosità che mi sono voluto togliere era capire quale sparkling si è googolato di più nel 2014.

Mondo

Certo, si nota un leggero costante miglioramento per il Prosecco, ma per ora, almeno nelle ricerche che si effettuano ogni anno attraverso Google, lo Champagne gioca un campionato a parte.

Negli Stati Uniti il Prosecco se la gioca con il Cava nelle ricerche su internet.

Usa

In Italia? Udite, udite. Ci interessiamo molto di Cava e poco di Franciacorta, anche se il dato dal 2011 è in chiaro aumento le persone che domandano a Google "questioni" sul Franciacorta.

iita

Non parliamo di studi di settore ma semplicemente di cosa si è cercato di più su Google nel 2014. Che questa curiosità sia in seguito stata trasformata in acquisto reale non possiamo dirlo, ma sicuramente il marketing ci insegna che il desiderio, ovvero una delle spinte propulsive della ricerca, è lo step subito prima all'acquisto.

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Enrico Nera

Sono Enrico Nera, nasco in un piccolo paesino nella provincia sud di Roma il 6 settembre del 1980. Viti e botti entrano subito nella mia quotidianità. Come semplice bambino spettatore, guardo il lavoro di mio padre durante il susseguirsi della stagioni, dalla potatura invernale alla vendemmia autunnale. Ma la viticoltura necessita di forze, così inizio anch’io a dare il mio piccolo contributo. Ricordo ancora le risate di mio padre e mio fratello mentre mi guardano andare su e giù tra i filari ancora troppo alti per me. Ricordo ancora quando con mio nonno Tito, munito di bastone come unità di misura, ponevo nel terreno alla giusta distanza le barbatelle che mio padre avrebbe in seguito piantato per dar vita al nuovo vigneto. Le fatiche, le delusioni, ma anche le soddisfazioni di oltre 20 anni di lavoro della terra sono un alternarsi di emozioni che creano un susseguirsi di amore e odio. Come tutte le cose realmente belle, la grande passione per il vino e  per la viticoltura in generale diventa consapevole in me soltanto quando la distanza mi ha permesso di rielaborare i ricordi. Arriva il corso da sommelier, nasce ParliamoDiVino.com, finalmente posso liberare le mie emozioni nascoste per troppi anni. 

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