Degustazioni

Degustazioni (54)

Lunedì, 14 Settembre 2015 04:03

Non tutte le ossidazioni vengono per nuocere

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La Ribolla di Fiegl non esce con tonalità struggenti, non trascorre epoche a contatto con le bucce, non giace sepolta in anfore ad aspettare il suo nuovo domani, nulla. La Ribolla di Fiegl fa soltanto qualche mese in acciaio prima del mercato, dove si presenta con un giallo vivo, un naso fragrante di frutta ed una mineralità vivace. Insomma non nasce per impressionare ma soltanto per essere bevuta con estrema soddisfazione delle fauci.
Domenica, 07 Settembre 2014 16:12

La Visciola. Un garagista a Roma

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  Sembrerebbe il titolo di un film in bianco e nero di Alberto Sordi di fine anni settanta dove un buffo ragazzo non più tanto azzo trova lavoro come parcheggiatore in un garage della Capitale. Togliamo il film e teniamo il garage. Un garage che si trova a circa 50 chilometri a sud di Roma. Nelle colline che segnano il confine tra la provincia capitolina e quella di Frosinone. Siamo al Piglio, uno dei primi paesi ciociari che si incontrano provenendo da Roma, terra della DOCG Cesanese del Piglio.  
Il dilagare del celolunghismo nel vino (e nel cibo) mi ha stufato! Tutti pronti a sbandierarti in faccia quanto bevono e mangiano figo. Dalla bottiglia del contadino biodinamico per natura e non per scelta che produce una boccia per sé e l'altra per il blogger di turno, alla boccia del 1800 dello château du qualcosa; dal furgoncino che fa gli arrosticini di pecora nella piazza di Frattocchie, al tre stelle che ti fa mangiare "la lepre nel bosco" con tutto il sottobosco compreso in un unico piatto. Il tutto puntualmente e sistematicamente documentato da foto e recensioni. Nessuno frequenta più i McDonalds, nessuno beve più il Tavernello. Il mondo è salvo. Tutti mangiano e bevono da dio (scegliete voi quale).  
Sottotitolo: quando un packaging induce in tentazione. Bottiglia da mezzo litro dal profondo colore verde bottiglia (appunto!). Capsula verde scarabeo, etichetta che corre quasi per la totale circonferenza del vetro. Un disegno "rupestre" (che ricorda la bufala campana), un nome: Pian Di Stio 2011, IGP Paestum Fiano.
Tra vini eccellenti ma introvabili come il Sacro Graal ed altri che a forza di rialzi annuali con percentuale a doppia cifra sono diventati beni di lusso, qui in Langa ci si muove a tentoni per scovare grandi rossi da uva nebbiolo a prezzi accessibili.
Giovedì, 13 Febbraio 2014 02:25

Vigne del Malina, il Sauvignon del Greve friulano

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Parlare di un Sauvignon Blanc italiano dopo aver bevuto strepitose bottiglie prodotte nella sua terra d'origine, la Loira, vien sempre difficile, ancor più se pensiamo alle caricaturali versioni prodotte un po' ovunque nel mondo, dal Cile al Sudafrica, passando per la Cina e arrivando anche in molte zone d'Italia. 
Nella mia cantinetta Barolo e Barbaresco annata 2009 sono davvero pochini, come mai? Lungi da me parlare di annata cattiva ma di certo non grande, fuori dalla lista dei migliori millesimi. I vini mi sembrano spesso carenti di complessità, sia al naso che in bocca, asciutti, in alcuni casi squilibrati.
Scordatevi gli schemi sul Trebbiano, quelli sui bianchi insipidi da scaffale del Carrefour e pure quelli sui vini internazional-siculi premiati dalle guide (e meno, molto meno, dal palato).
Ci sono vini di cui non bisognerebbe parlare, ricchi di personalità ad un prezzo contenuto, spesso prodotti per amore della vitivinicoltura (e vitivinicultura) e non del mero profitto.
Lo scorso inverno ne avevo adocchiate diverse bottiglie in offerta a soli €6,90 sugli scaffali dell'Esselunga e, nonostante l'articolo di Intravino, ne avevo fatto scorta. 
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