Lunedì, 18 Marzo 2013 11:49

Con acetiche da porto d'armi, Tenute Dettori conquista gli States

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Il risultato naturale della fermentazione dell'uva è l'aceto. Per far durare più a lungo possibile la fase  "vino", l'uomo ha bisogno di tecniche e di tecnologie (oltre a tanto culo).

Si auspica, naturalmente (on-topic), che l'intervento dell'uomo durante la produzione di una bottiglia di vino, dalla vigna alla cantina, sia sempre meno invasivo.  Per ora sembra che il limite sia dettato dai solfiti.

Detto questo, vini come quelli di Tenuta Dettori hanno avvicinato molto la fase "vino" allo stadio finale chiamato "aceto". Calma, calma. Con questo, badate bene, non voglio dare un giudizio negativo - me ne guardo bene, io amante degli odori lambicchiani, io che mi ringalluzzisco con una leggera ossidazione nel bicchiere. Puoi essere d'accordo o non d'accordo. Possono piacerti o non piacerti.  De gustibus bla bla bla....Ma un dato è certo: in questo periodo il trend è molto positivo per il vino chiamato naturale, biologico, dinamico o come cavolo volete voi.

Qualche giorno fa ad un importante wine tasting newyorkese (grande importatore presentava il  portafoglio 2013) il banchetto dell'azienda vitivinicola sarda più chiacchierata negli ultimi anni è stato preso d'assalto.

Nonostante i rossi avessero un'acetica a mille e i bianchi fermi fossero diventati mossi durante l'attraversamento dell'oceano causa fermentazione in bottiglia non controllata (e tanto meno desiderata?). 

Nonostante la perplessità in purezza della giovane ragazza a cui è stato affidato l'arduo compito di ambasciatrice di Dettori (non era presente alcun rappresentante dell'azienda). Perplessità dovuta a quella prima smellata al bicchiere. Svanita soltanto grazie all'intervento rassicuratore del compagno, italiano, di banchetto.

Nonostante le non meno particolari facce degli avventori. Chi strabuzzava gli occhi, chi storceva il naso (non solo in senso figurato), chi scuoteva la testa da destra a sinistra ma soprattutto dall'alto al basso, chi riempiendosi le guance a dismisura emetteva compiaciuto suoni alquanto discutibili.

Nonostante la fine sia sempre la stessa. Tutti sputano. Ma come ben sappiamo, questo gesto così poco ortodosso, nel mondo del vino non ha alcun senso critico. Se non quello di evitare sbornie indesiderate.

Nonostante tutto, ciò che conta è che il banchetto di Dettori è stato il più visitato.

"I don't follow the market, I produce wines that I like, wines from my territory, wines from Sennori. They are what they are and not what you want them to be." - Alessandro Dettori

Foto: pagina ufficiale Facebook di Tenute Dettori

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Enrico Nera

Sono Enrico Nera, nasco in un piccolo paesino nella provincia sud di Roma il 6 settembre del 1980. Viti e botti entrano subito nella mia quotidianità. Come semplice bambino spettatore, guardo il lavoro di mio padre durante il susseguirsi della stagioni, dalla potatura invernale alla vendemmia autunnale. Ma la viticoltura necessita di forze, così inizio anch’io a dare il mio piccolo contributo. Ricordo ancora le risate di mio padre e mio fratello mentre mi guardano andare su e giù tra i filari ancora troppo alti per me. Ricordo ancora quando con mio nonno Tito, munito di bastone come unità di misura, ponevo nel terreno alla giusta distanza le barbatelle che mio padre avrebbe in seguito piantato per dar vita al nuovo vigneto. Le fatiche, le delusioni, ma anche le soddisfazioni di oltre 20 anni di lavoro della terra sono un alternarsi di emozioni che creano un susseguirsi di amore e odio. Come tutte le cose realmente belle, la grande passione per il vino e  per la viticoltura in generale diventa consapevole in me soltanto quando la distanza mi ha permesso di rielaborare i ricordi. Arriva il corso da sommelier, nasce ParliamoDiVino.com, finalmente posso liberare le mie emozioni nascoste per troppi anni. 

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  • Ospite - lido

    Nonostante tutto, ciò che conta è che il banchetto di Dettori è stato il più visitato.
    Semplice ed efficace. solo uva e zolfo. ciao un'abbraccio Lido.

  • Molto divertente. Però per farmi divertire di più (perché questo era il senso: divertire) potresti dirmi quali dei vini rossi in degustazione avevano l'acetica da porto d'armi? Presumo solo il Tuderi 2006 perché tutti gli altri hanno una volatile compresa tra 0,6 e 0,9, bassissima per dei vini che hanno gradazioni alcolica dai 16% ai 18,5%.
    Il Dettori Bianco con la carbonica a palla non è assolutamente rifermentato. C'è una bella differenza tra rifermentazione e co2 residua rimasta nel vino. Ma col tempo, dopo adeguato studio ed esperienza sicuramente imparerai a riconoscere la differenza. Aspetto una tua risposta.

  • Ciao Alessandro (mi permetto di darti del tu, spero di non sbagliare),
    una volatile elevata era presente anche nella magnum Tuderi 2003; per quanto riguarda invece il Bianco, secondo me (e non solo, un enologo ha confermato la mia sensazione), quella era proprio una rifermentazione in bottiglia.
    Comunque continuerò a studiare e a fare esperienze.
    Senza nessun tipo di polemica,
    Enrico

    Ultima modifica commento su 4 anni fa da Enrico Nera
  • Ciao Enrico, chiaro che puoi darmi del tu, già io mi son permesso di usarlo.
    Il Dettori Bianco che era in degustazione (il 2010) non è rifermentato (tecnicamente non può), puoi avere maggiori info sul forum del Gambero dove ho già parlato del dettori bianco 2010. Era in degustazione comparativa col Dettori Bianco 2009 che aveva la stessa Co2 del 2010 appena imbottigliato ma che è andata via dopo un anno di bottiglia. Sono curioso di conoscere “l’enologo” che ha sentenziato la rifermentazione del Dettori Bianco.
    Sul Tuderi 2006 ho già ampiamente scritto e discusso su Intravino. Anche il Tuderi 2003 Magnum (ci sono solo 63 bocce e sono solo negli USA e nella mia Cantina) è destinato ad estimatori di vini così….perfettamente imperfetti con la volatile borderline ma che donano sensazioni autentiche di un Terroir. Non sono in “libera vendita” ma vengono presentati e venduti col “Warning”, con le precisazioni del caso e solo dopo esser stati degustati.
    Queste le dovute spiegazioni da parte mia, che mai nego di dare e soprattutto argomento e discuto moralmente, economicamente e tecnicamente.
    Ora però veniamo a noi, da uomo a uomo. Con la mia prima risposta ho voluto esser sarcastico perché non mi è piaciuto il tono ed il contenuto del tuo “articolo”.
    Il web, più della carta stampata, vive di sintesi ed i lettori nella maggioranza dei casi, leggono solo il titolo e le prime righe. Non leggono i commenti.
    Leggendo il tuo scritto sembrerebbe che tutti i vini in degustazione, e non erano pochi, fossero aceto e che l’unico aceto fosse rifermentato. Hai scritto spudoratamente il falso per ingenuità, incompetenza o malafede? Ti rendi conto di quel che hai fatto? E’ questo un modo serio di affrontare la vita? Tu forse fai queste cose per gioco, per hobby ma per me è la mia vita. Hai infangato il mio lavoro e la mia professionalità. Se hai un minimo di onore dovresti vergognarti.

  • Alessandro hai travisato completamente l'articolo. Nessun vino era aceto! Ma stiamo scherzando, non ho mai detto questo. La volatile alta per me non è un difetto, come per altro spiego nell'articolo. Non oserei mai offendere il lavoro di una persona tanto meno di un produttore di vino (vengo da una famiglia di contadini e sono stato per anni a faticare tra le vigne). Credimi non scrivo per gioco, ci metto passione, il vino rappresenta una parte fondamentale della mia vita. Mi dici dove io ho infangato il tuo nome? "malafede", "incompetenza"...se permetti ora sono io che mi ritengo veramente offeso. E te lo dico con un sospiro e senza urlare.

    Ultima modifica commento su 4 anni fa da Enrico Nera
  • Ti bastano queste tue affermazioni?

    Con acetiche da porto d'armi, Tenute Dettori conquista gli States
    Vini come quelli di Tenuta Dettori hanno avvicinato molto la fase "vino" allo stadio finale chiamato "aceto"
    Nonostante i rossi avessero un'acetica a mille e i bianchi fermi fossero diventati mossi durante l'attraversamento dell'oceano causa fermentazione in bottiglia non controllata (e tanto meno desiderata?).

  • 1) "Con acetiche da porto d'armi". Non vedo il problema. "Conquistano gli States" dalle mie parti è considerato un complimento;
    2) "Vini come quelli di Tenuta Dettori hanno avvicinato molto la fase "vino" allo stadio finale chiamato "aceto"", come spiego nell'articolo per me non è un difetto anzi ti dirò di più anche la parola "aceto" per me non significa vino difettato ma significa "aceto". Punto. Un prodotto buonissimo;
    3) "Nonostante i rossi avessero un'acetica a mille", i tuoi vini hanno o non hanno volatili elevate? (ripeto non è un difetto!) "e i bianchi fermi fossero diventati mossi durante l'attraversamento dell'oceano causa fermentazione in bottiglia non controllata (e tanto meno desiderata?)" qui c'è pochissimo da dire molti vini durante viaggi così stressanti subisco alterazioni (non è colpa di certo dell'azienda), infatti soprattutto vini come i tuoi andrebbero fatti riposare minimo per 1/2 mesi prima di essere degustati.

  • I miei vini non hanno volatili da acetica (tranne rare eccezioni vendute come tali). I bianchi non sono rifermentati.

  • Io non sono ne incompetente ne tanto meno scrivo in malafede. L'articolo andava semplicemente letto con più attenzione. Comunque se tu ti ritieni offeso, io sono pronto a scusarmi: non era certo questa la mia intenzione.

  • Ciao Enrico,
    normalmente evito qualunque commento su post che coinvolgano i vini delle Tenute Dettori, perché so di perdere, davanti a quelle bottiglie, quel briciolo di oggettività necessaria per sostenere le mie parole e i miei assaggi.
    Quello che leggo però riesce a smuovermi da questa posizione ( e ti ringrazio anticipatamente per questo), perché trovo il post, da wineblogger, davvero incomprensibile.
    Dunque, per te i vini (tutti, visto che parli di rossi in generale) in degustazione erano apprezzatissimi nonostante o grazie alle acetiche "da porto d'armi"? Cioè, vuoi significare che il target USA ama bere aceto (nel caso ho un amico di Reggio Emilia da coinvolgere in un biz da paura, ha un'acetaia fantastica ma può imbottigliare anche magnum!) oppure che non è capace di distinguere dei vini palesemente difettosi? Oppure la sintesi, o il titolo alternativo, del tuo pezzo potrebbe essere: "Gli americani se le bevono tutte, basta che siano di moda?". No, perché davvero, con un sospiro, sussurrando, quasi gemendo, io comunque non ho capito il senso del pezzo.
    E poi, pensa quanto sono limitato, non ho nemmeno capito per bene se tu fossi lì nella città che non dorme mai, a farti stordire dai vapori acetici profusi nella sala! Se eri lì, perché non hai fatto uno scatto degli assaltatori yankee acetici? O della imbarazzata signorina? O del cavaliere del banchetto affianco? O, più di chiunque altro, del fenomeno enologico e degustativo (il citato enologo nel tuo commento) che confonde una rifermentazione in vetro con un residuo importante di CO2 liquida che con l'azione fisica del trasporto si libera in gassosa (non ti annoio dicendoti che le annate 09 e 10 del vermentino hanno reagito in questa maniera alla ripresa produttiva della vigna che era stata massacrata dalla peronospera nel 08 ... ma queste sono cose che riguardano la sfera del "culo" che amabilmente citi)? Dai Enrico, qualche immagine, qualche scatto anche sbiadito, sarebbe stato favoloso. Te lo dico da "collega" scribacchino eh, un pezzo su un evento, senza immagini dell'evento ha davvero poco senso, che dici?
    E poi la chiosa "Nonostante tutto, ciò che conta è che il banchetto di Dettori è stato il più visitato.", nonostante cosa? I vini difettosi o l'incompetenza degli avventori? L'enologo incompetente o la ambasciatrice imbarazzata? le acetiche da porto d'armi o la mancanza di immagini nel pezzo che hai scritto? Oppure, nonostante il fatto che i vini di Dettori "hanno avvicinato molto la fase "vino" allo stadio finale chiamato "aceto" e tu vuoi opporti con tutta la tua competenza e passione a questa deriva acetica così apprezzata oltreoceano?
    Ho un'ultima domanda, sempre sussurrata ci mancherebbe, ma a te piace più il Dettori 03 o un Kriek di Cantillon (mi pare che tu metta i prodotti nella stessa categoria, o non ho capito neanche questo?)?
    Grazie per l'attenzione e perdonami per la lunghezza.
    f.

  • - "Dunque, per te i vini (tutti, visto che parli di rossi in generale) in degustazione erano apprezzatissimi nonostante o grazie alle acetiche "da porto d'armi"?" - Grazie;
    - "Cioè, vuoi significare che il target USA ama bere aceto (nel caso ho un amico di Reggio Emilia da coinvolgere in un biz da paura, ha un'acetaia fantastica ma può imbottigliare anche magnum!) oppure che non è capace di distinguere dei vini palesemente difettosi? Oppure la sintesi, o il titolo alternativo, del tuo pezzo potrebbe essere: "Gli americani se le bevono tutte, basta che siano di moda?"."- Che la percezione del gusto sta cambiando anche in USA. Per capirci si va oltre il "dolce" e "salato";
    - "Se eri lì, perché non hai fatto uno scatto degli assaltatori yankee acetici? O della imbarazzata signorina? O del cavaliere del banchetto affianco? O, più di chiunque altro, del fenomeno enologico e degustativo (il citato enologo nel tuo commento) che confonde una rifermentazione in vetro con un residuo importante di CO2 liquida che con l'azione fisica del trasporto si libera in gassosa (non ti annoio dicendoti che le annate 09 e 10 del vermentino hanno reagito in questa maniera alla ripresa produttiva della vigna che era stata massacrata dalla peronospera nel 08 ... ma queste sono cose che riguardano la sfera del "culo" che amabilmente citi)? Dai Enrico, qualche immagine, qualche scatto anche sbiadito, sarebbe stato favoloso. Te lo dico da "collega" scribacchino eh, un pezzo su un evento, senza immagini dell'evento ha davvero poco senso, che dici?" - dico che infatti non volevo fare un pezzo sull'evento.
    - "E poi la chiosa "Nonostante tutto, ciò che conta è che il banchetto di Dettori è stato il più visitato.", nonostante cosa? I vini difettosi o l'incompetenza degli avventori? L'enologo incompetente o la ambasciatrice imbarazzata? le acetiche da porto d'armi o la mancanza di immagini nel pezzo che hai scritto? Oppure, nonostante il fatto che i vini di Dettori "hanno avvicinato molto la fase "vino" allo stadio finale chiamato "aceto" e tu vuoi opporti con tutta la tua competenza e passione a questa deriva acetica così apprezzata oltreoceano?" - Nonostante tutto quello che io ho scritto e che quello che voi ora state scrivendo;
    - "Ho un'ultima domanda, sempre sussurrata ci mancherebbe, ma a te piace più il Dettori 03 o un Kriek di Cantillon (mi pare che tu metta i prodotti nella stessa categoria, o non ho capito neanche questo?)?" - non so dove tu hai letto questa cosa, comunque credo che tu ti stai riferendo a "lambicchiani"...era soltanto un modo come un altro per dire che amo bere cose che contrastano i prodotti che l'industrializzazione ci ha imposto.

    Ultima modifica commento su 4 anni fa da Enrico Nera
  • Beh, sono proprio uno sciocco, scusami Enrico. Dopo aver letto le tue parole postposte alle mie, mi accorgo di essermi costruito un film completamente diverso dalla realtà.
    Da fan dei vini Dettori ti ringrazio per questo meraviglioso post che esalta la filosofia, la storia e la territorialità dei vini di Alessandro, oltre a testimoniarne il successo internazionale.
    Grazie di cuore, sono proprio un ingenuo.
    ps: scusa ma essendo un ingenuo ... ma a te sono piaciuti i vini di Tenute Dettori che hai degustato in carne e ossa?

  • Ciao Enrico,
    pur non essendo d'accordo con quello che hai scritto perchè conosco i vini di cui parli, non voglio commentare le tue opinioni perchè credo che Fabio e Alessandro abbiano detto già molto.
    Voglio però dire quello che si legge "da fuori" cioè quello che passa agli occhi di un lettore che legge questo post.
    Da questo scritto io intuisco che i vini sono difettosi, chi con volatile alta chi con carbonica, e che nonostante questo e l'imbarazzo degli standisti (cosa che fa aumenterà l'input espresso appena sopra) lo stand è stato il più visitato. Ovvero: i vini non erano buoni ma nonostante ciò un sacco di gente li ha provati.
    Non so ser era questo il messaggio che volevi far passare, ma questo è quello che (per me) esce dal blog.
    E per questo ribadisco un mio forte disaccordo con le tue parole.

  • Ospite - Andrea

    Un ultima cosa perchè mi era sfuggito questo tuo commento che sfiora un pò i limiti del paradosso:
    "Vini come quelli di Tenuta Dettori hanno avvicinato molto la fase "vino" allo stadio finale chiamato "aceto"", come spiego nell'articolo per me non è un difetto anzi ti dirò di più anche la parola "aceto" per me non significa vino difettato ma significa "aceto". Punto. Un prodotto buonissimo"
    Anche io credo che l'aceto sia un prodotto ottimo (qui a Modena il balsamico è favoloso), ma non ho mai lontanamente pensato di di pasteggiare con un bicchiere aceto. Il vino se è aceto è un difetto! Suvvia non diciamo cose insensate!

  • Dai, non fatemi incazzare Dettori.
    Alessandro secondo me è "semplicemente" uno che ha il coraggio di mettere in bottiglia delle cose in cui crede. Io non ho né la competenza né l'esperienza per dirvi se i suoi vini (alcuni dei suoi vini) abbiano o meno difetti oggettivi posso dirvi che in qualche caso ci ho pensato ma che nello stesso caso ho finito le bottiglie con grande godimento. Se il difetto avesse prevalso il godimento mi sarei fermato prima ma è andata sempre al contrario, anche con un Moscadeddu terminato di recente con enorme soddisfazione nell'arco di due settimane a bottiglia aperta in frigo, ogni giorno più grande. I vini di Alessandro sono "unespected". Prendere o lasciare. Sicuramente non sono per tutti, sicuramente non sono l'archetipo della perfezione tecnica ma altrettanto sicuramente hanno una marcia invisibile che sovrasta ogni preconcetto facendo svuotare i bicchieri. Non so come ma è così. Sarà quella magia, quel mare che spegne quei tramonti negli occhi sul far della sera su orizzonti mai visti ma in quei bicchieri c'è Badde Nigolosu, questo è certo.

  • quoto (devo arrivare almeno a 10 caratteri, altrimenti non mi pubblica il commento, mah)

    Ultima modifica commento su 4 anni fa da Enrico Nera
  • Una cosa però non ho capito Enrico.
    Se non eri lì direttamente il tuo racconto è de relato? E, nel caso, chi è la fonte del tuo racconto? Cioè, chi era fisicamente ad assistere alla scena?

    Ciao, Fil.

  • Vivo a New York City da qualche mese. Ero lì in carne ed ossa. Mi sembrava abbastanza chiara la cosa...

  • Si anche a me perdonami, è che volevo esserne certo.
    Grazie, Fil.

  • Ho l'impressione leggendo i commenti che sia stato un po' sovrainterpretato questo post.
    Volendo fare un'analisi, il titolo è azzeccato (acetica al posto di volatile può passare, essendo una volgarizzazione del termine).
    I fatti sono i seguenti.
    Sembra che siano state presentate delle bottiglie con volatili molto alte, e in generale i Cannonau di Dettori hanno parametri organolettici estremi sia su questo fronte che sul grado alcolico.
    E sappiamo tutti che i Bianco 2009 e 2010 di Dettori spesso escono dalla bottiglia frizzanti.
    La spiegazione del primo fatto viene ben fornita da Alessandro, che individua alcuni lotti da bere "sub warning" e comunque mette in correlazione la volatile con il grado alcolico. Osservazione molto importante a mio avviso.
    Sul Bianco la spiegazione è molto tecnica, e il mio consiglio ad Alessandro sarebbe una volta per tutte quello di spiegare dettagliatamente il fatto che l'anidride carbonica si liberi dalla propria dissoluzione per motivi chimicofisici che non hanno nulla a che vedere con la fermentazione. E' un tipo di fenomeno quello che accade in quei vini, che non è conosciuto nemmeno dai più esperti e credo che lo stesso Alessandro abbia dovuto studiare e ricercare parecchio per trovarne la spiegazione. Per questo ritengo veniale il peccato di confonderlo con una rifermentazione (almeno da parte di un blogger, forse da un enologo si vorrebbe più attenzione).
    Per il resto c'è certo un po' di sensazionalismo nelle parole di Nera, ma che comunque prende spunto da dati reali e qundi è giusto che i diretti interessati rettifichino e mitighino gli aspetti più travisabili, ma non mi pare giusto mettere in discussione la buona fede dell'autore.
    Infine non mi pare che Nera parli male dei vini. Ma che qualcuno storca il naso non mi stupisce. Si vedono bevitori storcere il naso per molto meno e alcuni vini che io amo sopra ogni cosa li ho visti giudicare imbevibili.
    Una cosa molto importante è anche distinguere volatile e acetica, come sottolineato da Alessandro.
    E l'incipit sull'aceto è un'osservazione trita e ritrita che secondo me non coglie il senso della vinificazione. Il vino NON è un prodotto ottenuto negativamente come contrapposizione all'aceto. E' una strada diversa fatta percorrere all'uva ed una creazione/trasformazione. Anche noi esseri umani torneremo polvere, ma troverei inutile l'affermazione "il risultato naturale della vita è la polvere"!

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