Giovedì, 17 Settembre 2009 08:37

Nel purgatorio tra i golosi

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"Questi", e mostrò col dito, "è Bonagiunta, 
Bonagiunta da Lucca; e quella faccia 
di là da lui più che l'altre trapunta   
      
ebbe la Santa Chiesa in le sue braccia: 
dal Torso fu, e purga per digiuno 
l'anguille di Bolsena e la vernaccia".

Avete riconosciuto questi versi? è il XXIV canto del Purgatorio della "Divina Commedia". In questo passo, Dante ci racconta di quando aggirandosi tra i golosi incontra Papa Martino IV reo di essere stato vinto troppo spesso dalla voglia di vernaccia.

Quindi la Vernaccia, in particolare quella di San Gimignano, oltre ad essere stato il primo DOC italiano nel 1966 ha anche l'onore di essere stata citata dal sommo poeta. E come se non bastasse ha avuto anche un altro onore, ovvero quello di essere stato il vino scelto per il mio ventinovesimo compleanno qualche giorno fa. Se Dante avesse potuto vederci la sera della cena, anche noi sicuramente saremmo stati condannati a soffrire la fame e la seta per l'eternità. Come ribadito più volte, la cucina non è certo il mio forte ma fortunatamente sono stato "condannato" a vivere con Silvia, che oltre ad avere la passione per la biologia molecolare, di cui ha fatto la sua professione, ha anche la passione per la cucina (e forse non è un caso). La cena è stata organizzata con un primo piatto di risotto con gamberi e menta, seguito da un secondo piatto a base di bistecche di salmone con un'insalata di rucola e songino (o valeriana). Le dosi indicate sono per circa 4 persone.

Preparazione del menù ad opera di Silvia:

"La preparazione del risotto è semplice ma di grande effetto. Ho iniziato preparando 1L di brodo di pesce. Tutti sappiamo che sarebbe meglio fare il "vero" brodo di pesce, ma se non si ha tempo si può scegliere la scorciatoia del dado di pesce ed il Dunque, la preparazione è semplice ma dai sapori molto efficaci. Ho preparato rapidamente circa 1L risultato è comunque molto gradevole al palato. Per insaporire il brodo, ho scelto di aggiungervi un rametto di menta durante la cottura. Nel frattempo, ho scottato 300 g di gamberi in abbondante acqua salata per qualche istante e li ho messi da parte. In una casseruola, ho messo a fuoco lento un po' di olio per tostarvi 350 g di riso carnaroli e foglie di menta fresca a volontà, avendo cura di mescolare in continuazione. Dopo un paio di minuti di tostatura, ho cominciato a versate poco alla volta il brodo bollente, mescolando di frequente con la spatola di legno e regolando di sale. Circa 5 minuti prima del termine della cottura, ho aggiunto i gamberi ed ancora un po' di menta ed infine ho mantecato per un paio di minuti con una noce di burro. Per il tocco finale, ho presentato il piatto guarnito con foglie di menta fresca ed uno spicchio di limone."

"La preparazione delle bistecche di salmone è davvero banale; l'importante è saper scegliere delle belle bistecche fresche e non troppo grasse. Ho spennellato un'ampia padella con un poco di olio, giusto per evitare che le bistecche aderiscano nei primi minuti di cottura. Ho cotto il salmone senza esagerare con i tempi di cottura e negli ultimi minuti ho posto su ciascuna bistecca un rametto di aneto per lasciarlo insaporire. Ho servito su un letto di rucola e songino, bagnando con un'emulsione di olio e limone (basta mescolarli in parti uguali e sbattere energicamente con la forchetta) e regolando di sale."

Il tutto, come ho detto pocanzi, accompagnato da un'ottima bottiglia di Vernaccia di San Gimignano. Nel bicchiere si presentava con un bel colore giallo paglierino con riflessi verdi a testimoniare ancora la giovane età del vino. Al naso si percepivano i suoi profumi leggermente aromatici che gli donavano un'estrema eleganza. In bocca, con i suoi 12,5 c°,   si è mostrata da subito con un bel carattere e di corpo. Nel finale spiccava il suo caratteristico retrogusto amarognolo. Per chiudere, come ogni compleanno che si rispetti, non poteva mancare il dolce e questo è con estrema fierezza che vi annuncio essere tutto merito mio. Ho preparato un tiramisù nel modo più classico, quello da me preferito, con caffè, savoiardi, crema (con uova e mascarpone) e cacao amaro. Se volete sapere la mia "segretissima" ricetta, contattatemi tramite l'apposito spazio dei commenti nell'articolo. Noi, quella sera, abbiamo scelto di non abbinare al tiramisù nessun vino poiché non ne avevo uno adatto nella mia cantina personale per questo compito così arduo e all'estero non è molto semplice reperire molte qualità dei vini italiani. Voi se volete, potete provare ad abbinarvi una Vernaccia di Serrapetrona, per restare in tema vernaccia, oppure un Moscato di Scanzo.

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Enrico Nera

Sono Enrico Nera, nasco in un piccolo paesino nella provincia sud di Roma il 6 settembre del 1980. Viti e botti entrano subito nella mia quotidianità. Come semplice bambino spettatore, guardo il lavoro di mio padre durante il susseguirsi della stagioni, dalla potatura invernale alla vendemmia autunnale. Ma la viticoltura necessita di forze, così inizio anch’io a dare il mio piccolo contributo. Ricordo ancora le risate di mio padre e mio fratello mentre mi guardano andare su e giù tra i filari ancora troppo alti per me. Ricordo ancora quando con mio nonno Tito, munito di bastone come unità di misura, ponevo nel terreno alla giusta distanza le barbatelle che mio padre avrebbe in seguito piantato per dar vita al nuovo vigneto. Le fatiche, le delusioni, ma anche le soddisfazioni di oltre 20 anni di lavoro della terra sono un alternarsi di emozioni che creano un susseguirsi di amore e odio. Come tutte le cose realmente belle, la grande passione per il vino e  per la viticoltura in generale diventa consapevole in me soltanto quando la distanza mi ha permesso di rielaborare i ricordi. Arriva il corso da sommelier, nasce ParliamoDiVino.com, finalmente posso liberare le mie emozioni nascoste per troppi anni. 

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