Giovedì, 05 Marzo 2015 16:06

Guida di New York per panciastoppisti. Cucina americana (seconda parte)

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Parlare di cucina americana non è semplice, sfugge a qualsiasi definizione o collocazione in uno spazio storico e sociale: nasce e si sviluppa dallo stesso melting pot culturale che rende questa città unica al mondo. Cucine che fondono i propri sapori creando alternative alla tradizione per poi diventare tradizione esse stesse durante il trascorrere degli anni.

Dinner rilassante. Club A Steakhouse. 58esima tra la seconda e la terza avenue. Atmosfera 8. Bruno, il proprietario, è sempre pronto ad accoglierti con la sua classe d'altri tempi che ogni tanto ammorbidisce con il suo italiano stentato. Classico stile della steakhouse newyorkese: tovaglie bianche che nascondono completamente il tavolo, slanciate candele che donano una piacevolissima luce e pareti rosse con le foto dei vip che negli anni sono passati da lì - un classico. Il punteggio arriva a 9 durante i periodi invernali quando ad accoglierti, oltre a Bruno, trovi uno scoppiettante caminetto. Ah, vi aspetta una sorpresa che renderà il tutto ancora più piacevole; cibo 8, naturalmente devi scegliere carne frollata, e su tutte consiglio la porter house, succulenza da capogiro (evitate di ordinare altro, contorni compresi, fidatevi!); prezzo 6, le steakhouse a ny costano, se prendi una bottiglia di vino il check sarà intorno ai 75 dollari a persona, tip inclusa.

 CAS

Lunch veloce. Burger Joint. 56esima tra sesta e settima avenue, Midtown, all'interno del Le Parker Meridien Hotel. No insegne, nulla ad indicarvi la strada, dovete entrare nella hall e dirigervi dritti verso il sontuoso drappo rosso vicino alla reception. Ci sarà una fila ad attendervi ma di solito scorre veloce. Segui il drappo, varca la porticina, il passaggio dalla lussuosa austerità  dell'albergo alla rumorosa stanza con le pareti completamente ricoperti di scritte vi lancerà in un stupito "ohhh". Atmosfera 6, tra lo stupore e la conquista dell'hamburger c'è di mezzo tanto rumore e una bella battaglia per conquistare un posto (altrimenti optate per il to go ed andate a mangiare nel vicino Central Park, fortemente sconsigliato nei mesi invernali per ovvie ragioni); cibo 8, hamburger ovvio!; prezzo 7, prezzo medio di un hamburger newyorkese fuori da un McDonald's.

JointB

Lunch/Dinner harlem style. Red Rooster. Lenox Avenue tra la 125esima e la 126esima street (fermata delle subway 2/3, proprio lì di fronte), nel cuore di Harlem. Prenotare è un po' difficile soprattutto nell'esclusiva sala downstairs dove i palati oltre che dal cibo spesso vengono deliziati dagli spettacoli jazz e di gospel. Se vi "accontentate" della sala all'entrata e scegliete di non assistere a nessuno spettacolo, le possibilità di beccare un tavolo aumentano notevolmente. Atmosfera 9, eleganza e gentilezza amalgamate dalla vitalità di Harlem vi renderanno felici; cibo 7, buono (malgrado sia curato dallo chef Marcus Samuelsson, non sarà la cosa che vi resterà più impressa); prezzo 7, tutto secondo il listino della Grande Mela.

 RR

Anche in questo caso il vino non ne esce benissimo: pagate la corkage fee ($ 25,00) e portate la boccia del cuore per gustarvi la porter house, scegliete una Brooklyn lager per accompagnare l'hamburger, optate per un "Harlem Mule" con il "Roasted Scottish Salmon".

To be continued... 

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Enrico Nera

Sono Enrico Nera, nasco in un piccolo paesino nella provincia sud di Roma il 6 settembre del 1980. Viti e botti entrano subito nella mia quotidianità. Come semplice bambino spettatore, guardo il lavoro di mio padre durante il susseguirsi della stagioni, dalla potatura invernale alla vendemmia autunnale. Ma la viticoltura necessita di forze, così inizio anch’io a dare il mio piccolo contributo. Ricordo ancora le risate di mio padre e mio fratello mentre mi guardano andare su e giù tra i filari ancora troppo alti per me. Ricordo ancora quando con mio nonno Tito, munito di bastone come unità di misura, ponevo nel terreno alla giusta distanza le barbatelle che mio padre avrebbe in seguito piantato per dar vita al nuovo vigneto. Le fatiche, le delusioni, ma anche le soddisfazioni di oltre 20 anni di lavoro della terra sono un alternarsi di emozioni che creano un susseguirsi di amore e odio. Come tutte le cose realmente belle, la grande passione per il vino e  per la viticoltura in generale diventa consapevole in me soltanto quando la distanza mi ha permesso di rielaborare i ricordi. Arriva il corso da sommelier, nasce ParliamoDiVino.com, finalmente posso liberare le mie emozioni nascoste per troppi anni. 

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