Nel ‘86 quando scoppiò il caso del vino al metanolo io avevo soltanto sei anni. La mia massima preoccupazione dell’epoca era che qualcuno mi potesse rompere il galeone dei playmobil. I notiziari non rientravano proprio nella mia agenda setting, la cosa più simile ad un telegiornale che vedevo abitualmente era Bim Bum Bam. Dello scandalo del vino adulterato ne sono venuto a conoscenza soltanto anni dopo ma la notizia non mi aveva mai più di tanto incuriosito. Fino ad oggi. 23 persone uccise e molti altri resi cechi o con danni neurologici permanenti. Le vittime avevano bevuto vino prodotto dell’azienda Ciravegna di Narzole in provincia di Cuneo. Vino a cui i titolari, padre e figlio, avevano pensato bene di aggiungere dosi elevate di metanolo per alzare la gradazione alcolica.
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